Maria Giovanna Villari

Archive for the ‘analisi’ Category

America Asia Europa

In analisi on dicembre 10, 2014 at 11:51 pm

Brevissimo incontro con amici di famiglia.
In tempi non sospetti (ben prima del liceo) il padre li manda in collegio in Svizzera ad imparare l’inglese. Sono Napoletani e alla mia domanda al maschio: venite almeno a farvi i bagni? Risponde, no, neanche quelli, l’Italia è cara e scostante. Ma anche la Francia, anche Saint Tropez.
L’Europa é bollita (il termine é mio). La Francia é rovinata, l’Italia non ne parliamo da quando è nella moneta unica e non ha la lira quindi non può combattere l’inflazione con la svalutazione e la Germania é un bluff.
C’è da scappare. Dall’Italia, dall’Europa e venire in America, mi dice.
Qui è ok. Ok economia e buon status di vita.
Su Obama mi chiarisce. Contro quei buonismi tipo il Corriere di Gaggi che esalta la democratica ammissione dei rapporti sulle torture. Mentre sul bluff Sanità non mi pare abbia detto niente. Eppure sembra che una polizza ora sia costosa e obbligatoria su cose che non vorresti (tipo la pillola anticoncezionale agli uomini) e del tutto inadeguata.
Del resto il bamboccio Obama, a capo solo di sindacati come un Bassolino qualunque nella sua esperienza dirigenziale, non sa trattare con senato e congresso ormai contrari come accadde a Bill Clinton, che per necessità virtù fece una politica di centro ed ebbe risultati ottimi.
Sulla questione di un testo di legge passato al senato or ora, l’amico di famiglia mi spiega che una radio di destra ha dato il testo ad un reader il quale non è riuscito ad impiegare a leggere ad alta voce nelle sole 48 ore date ai senatori per approvare il testo, l’intero testo, appunto.
Ecco quindi la democratica America.
Ecco dunque il finale.
Scappare dall’Europa, via dall’America finto buonista alla Obama, sotto il pacchero della moglie e di una altra donna consulente. E sordo a ogni sorta di richieste di colloqui e confronti.
Conclusione mia.
Occhi aperti sull’Italia ormai abbandonata al suo destino. Con politica corrotta, magistratura allo sbando ed economia al collasso.
M.G.V.

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contr’attacco

In analisi on dicembre 15, 2012 at 12:35 pm

contr'attacco

in una classe di studenti c’è il secchione che si prepara, studia, impara a memoria ma non capisce niente.
c’è il brillante che segue un pensiero improvviso che si perfeziona durante la lezione
c’è il ciuccio e presuntuoso che crede di potersi imporre magari perchè c’ha la famiglia benestante
e c’è quello che non capisce questi tre tipi di personaggi

Principio di incompetenza.

In analisi on dicembre 9, 2012 at 7:45 pm

Monti, buon professore bocconiano, nominato senatore a vita in fretta e furia dall’amico Giorgio e il giorno dopo capo del governo, è caduto per incompetenza governativa di chiara fama per il Principio di Peter che così recita:

“Il Principio di Peter (1969) dice che in un’organizzazione “meritocratica” ognuno viene promosso fino al suo livello di incompetenza. Cioè se una persona sa fare bene una certa cosa la si sposta a farne un’altra. Il processo continua fino a quando ognuno arriva al livello di ciò che non sa fare – e lì rimane.

La situazione oggi è ancora più grave di come la descriveva Laurence Peter trent’anni fa – perché il concetto di “merito” è sempre più confuso. Le “promozioni” sono spesso dovute alla protezione di potenze oligarchiche, al gioco delle apparenze o a intrighi che hanno poco a che fare con la “competenza”.

Ed è purtroppo confermato dai fatti che molte imprese hanno gestito le aree “nuove” in modo distratto e superficiale, spesso assegnando a quel compito le persone meno adatte – nella sciocca convinzione che “la crescita comunque aggiusta tutto”. I risultati sono quelli che vediamo”.

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Impegni

In analisi on maggio 18, 2012 at 1:36 pm

Excusatio non petita accusatio manifesta, dicevano gli antichi. O forse no. Eppero’ l’espressione e’ ganza e serve a descrivere il titolo del pezzo, ossia gli impegni, che impediscono di aggiornare il Saleppe’s.
La situazione, invero, e’ sotto controllo. E lo dico tanto a livello personale, quanto a quello nazionale, sino ai livelli continentali ed extracontinentali.
Chi segue Saleppe, anche su twitter, potra’ infatti aver notato grande fibrillazione per mostre d’arte imminenti e gli impegni del mestiere di avvocato. Professione, quest’ultima, che Saleppe ha imparato a svolgere con lo stesso empirismo che si affronta per le umili faccende quotidiane sganciate dall’arte scientifica del diritto. Ed infatti, preciso, nell’ interloquire con il magistrato stancamente arroccato sui suoi “rigetta l’istanza”, “il verbale dattilo scritto non si allega”, e “siamo oltre i termini del 184c.p.c.”, faccio presente che i Tribunali sono incapaci di gestire le vertenze. E cio’ non per mancanza del numero di giudici, della carta igienica e della stampante, ma proprio per incapacita’ personali.
Sul piano nazionale, poi, vedo i tecnici del governo come veri e propri dilettanti allo sbaraglio, dove il pubblico e’ formato da quegli stessi parlamentari che impersonano nell’immaginario spettacolo “la Corrida”, quella folcloristica claque che presto si trasforma in rumori e cacciata a pedate del malcapitato attore che sta dando il peggio di se.
Restano l’Europa e l’America per concludere l’istantanea di stamani, ossevando che si vira a destra e a sinistra apparentemente senza un filo logico. Ma nella sostanza invece tutti i leader stanno pagando i propri errori personali. Guerre inutili, austerita’ ingiustificate e traballamenti tra idee socialiste e scontri con la dura realta’ economica.
Saluti. Saleppe. Il vostro.

primo premio

In analisi on aprile 24, 2012 at 11:50 am

per articoli del giornale a pag. 6 Luttwak e pag. 11 Federico Etro. Ex aequo. Complimenti, complimenti, e complimenti ancora.

grato Saleppe

La spugna

In analisi on aprile 22, 2012 at 2:10 pm

Sempre piu’ a disagio, incerti, logorroici e troppo inclini a dare spiegazioni, i tecnici stanno per gettere la spugna. In un immaginario fuori onda pare sentire Elsa che sussurra: ” senti Mario, gli italiani sono ingovernabili, torniamo agli studenti “. Ed infatti le contestazioni persino del gruppo piu’ agitato e politicizzato di universitari della Sapienza fanno il solletico rispetto a sindacati, Camusse, Vendoli, Di Pietri e tutto l’apparatki della pubblica amministrazione, comunque lo si voglia intendere.
Di fronte a questo scenario non stiamo qui a godere, che’ la sopravvivenza dell’Italia sta a cuore anche a noi, cittadini reggenti privati perfino dello scettro grafitico, quella matita con la quale nelle urne siamo chiamati ad esprimere, con una certa frequenza, il colore dei capelli del primo ministro che governi la nostra esautorata repubblica.
Shakespeare, Montanelli, Dante o direttamente Giulio Cesare ci hanno dato il metro delle cause della decadenza degli imperi e dei loro imperatori. Il piu’ delle volte legate a corruzioni interne degli apparati, ma diciamo piu’ spesso alla mancanza di grandi idee e visioni civiche scevre di ideologie e odiosi privilegi.
Niente. Qui si arenano tutti. Gli esempi di altri paesi e della politica disinteressata non hanno attecchito tra gli oligarchi bocconiani.
E come dicevo stanno per gettare persino la spugna, impauriti di perdere il loro pasto caldo all’universita’ e tentando di vendere cara la loro pelle, prima che risolvere davvero i problemi italiani.
Insomma e per concludere, andando meno lontano nella storia non avendo piu’ generali e marescialli e volendo forzatamente fare qualche richiamo analogico allo star system dei salvatori della patria, riecheggiano quasi i Badoglio, i Diaz e i Cadorna del finire delle due guerre e primissimo dopoguerra tra i nostri tecnici. Ma auguriamoci che ora come allora finisca presto questa lunga agonia e ritorni il boom economico in penisola.

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Appuntini di viaggio

In analisi on marzo 21, 2012 at 2:35 pm

Appuntini di viaggio.
Venti nuovi e soavi hanno soffiato nei capelli di Saleppe approdata su nuovi continenti alla ricerca di impegno ed emozioni, da alcuni banalmente identificati come tempo da perdere.
Tutt’altro.
Che il mondo giri e che cerchiamo di farcelo girare intorno e’ un dato di fatto. Ma e’ anche vero che non riuscendo nell’intento, siamo costretti a sgambettare in luoghi piu’ o meno consoni alla ricerca, se possibile, di partner umanoidi con i quali condividere questo scorcio di esistenza, che non saranno necessariamente le mogli e i buoi dei paesi tuoi, ma anche e volentieri facce nuove.
I tentativi non hanno nulla di nuovo nel panorama delle azioni umane. Piuttosto si distinguono per gli esiti di successo o fallimento dell’azione stessa, che pero’ assumiamo come sganciata dall’impegno profuso, sul dato che piu’ che la volonta’ conti anche il destino. O meglio, le circostanze.
Tanto precisato, nello stile in voga dell’autoironia, a difenderci dai prevedibili commenti negativi del lettore, Saleppe grida al successo della breve missione. Momenti di grande soddisfazione sono stati provati nell’arricchire il palato di quei gusti orientali che se viaggiano “oversea” nel nostro vecchio continente, perdono quel che di esotico che li contraddistingue nelle americhe, dove troviamo spezie e mani di orientali veri, e che lavorono sul cibo del loro paese natio, e non su una cucina di un’altra nazionalita’, magari loro molto distante.
Altrettanto arricchito, di riflesso, e’ stato lo spirito grazie agli organi della vista, che hanno per l’appunto potuto godere di quell’arte umana che concepisce oggetti non solo per farne strumenti asserviti ad azioni piu’ o meno quotidiane o necessarie, ma anche a quelle voluttuarie. E cio’ non in senso dispregiativo, quanto riferite al meraviglioso arricchimento che nasce dalle emozioni visive e generanti piacere e interesse, oltre che possesso, quando accade che possiamo permetterci delle opere d’arte che abbiamo visto.
Va infine dato un gran peso all’interazione colloquiale con molti degli incontrati durante il breve ed intenso soggiorno, perche’ sono stati visti da vicino gli operatori dei social netwtork di riferimento (twitter) o dei motori di ricerca che utilizziamo dietim (google maps).
Complimenti! Soddisfatto Saleppe, ora in versione Man, torna alla base.
Prendera’ spunti, copiera’ un pochino, e ringraziando pure la terra che l’ha generato, tentera’ di dedicarle un po’ delle esperienze che ha raccolto per la via.
A presto.
vecchi mezzi di trasporto

raggruppamento di tweet sparsi

In analisi on febbraio 18, 2012 at 10:09 am

il pool brutto simbolo dell'Italia

Riflettendo sul ventennio di mani pulite, l’ormai trascorso sanremo 2012, il governo dei tecnici, l’Italia, neanche a ridirlo, appare arretrata e incapace di fare fronte alla crisi.

Una ricetta per far fronte ai problemi può venire da semplici considerazioni.

Mani pulite ha abbattuto alla maniera rivoluzionaria una intera classe politica. Ad esclusione del Pci o comunque si faccia chiamare, per pudore.

L’esperienza della magistratura comunque violenta ed ideologica non ha portato niente di buono. La classe politica ha continuato ha commettere illegalità e poco o niente si è fatto per riformare l’apparato.

A corpo morto i magistrati hanno ostacolato la politica di Berlusconi e della destra con PM d’assalto. Due cariatidi. Una, Di Pietro, che come la gatta “chiagne e fotte”, piangendo su mani pulite. Sarebbe lui la vittima. L’altro, D’Ambrosio: “Il pool non ha fatto politica”. Ci vorrebbe di esprimerci come De Falco.

D’Avigo che giorni fa a un Rotary ha dichiarato che la magistratura italiana non ha arretrati ed è la migliore d’Europa.

Ahhh non dimentichiamo Napolitano, che ha ostacolato i decreti legge di Berlusconi e ha fatto instaurare una sorta di dittatura incapace di risolvere problemi strutturali. Anche per lui, pensiamo sempre a De Falco. Risalga sulla nave.

I problemi strutturali da risolvere sono: prima di tutto le pensioni, allineando uomini e donne a 65 anni. Secondo, fare recuperare la produttività alle aziende in competizione con l’intera Asia, svincolata dal marxismo, ma tutt’ora operante con centinaia di milioni di schiavi sottopagati. Le nostre aziende per competere non possono fare accrescere, non diciamo diminuire, gli stipendi dei lavoratori ma li devono contenere.

Abituare tecnici e laureati ad accettare compiti di routine riqualificandosi ad es. istituendo corsi di infermieri per soli medici spesso laureatisi senza essere mai stati dentro un ospedale. Corsi di operaio metalmeccanico o simili solo per ingegneri anch’essi poco pratici delle tecnologie, con sconoscenza di macchinari e del mondo del lavoro. Ingegneri, fate pratica come operai per almeno un paio di anni. Poi si vedrà.

Riportare in auge Brunetta, con la sua razionalizzazione prevista per la P.A. Abbattere i costi della P.A., riducendo drasticamente il numero degli addetti.

Mano mano che ci sono i pensionamenti, riorganizzare il personale interno in nuove strutture di uffici più efficienti, meno costosi.

Impedire che gli organi locali come Comuni, Provincie, Regioni, ma anche i Ministeri, possano spendere pagando i creditori perfino dopo 10-15 anni. Che i bilanci, con il cronologico di entrate e uscite, siano pubblici e che i creditori siano pagati –in ordine cronologico- prima che si spendano somme per feste, festini, viaggi e simili. La Corte dei Conti si adegui o venga soppressa come un ente inutile.

Niente più conferenze di magistrati, relazioni annuali e simili. Niente ermellini, veri o falsi che siano. Tutti al lavoro. E di ognuno si verifichi la produttività.

 

 

p.s. aggiornamento ore 13.39 AHHH da non dimenticare. Nella nuova legge elettorale, costi quello che costi, nessun partito può essere riconosciuto in parlamento se non ottiene oltre il 7% dei voti, non di più, non di meno, nè di aver riconosciuta alcuna somma di denaro per l’impegno preso. Ne va della nostra sopravvivenza.

sulle tariffe degli ordini degli avvocati

In analisi on febbraio 5, 2012 at 8:29 pm

La liberalizzazione delle tariffe degli avvocati in Italia, ultima Penelope in Europa, mira al sodo. Il cliente deve conoscere subito il costo del giudizio che intende affrontare. L’avvocato prescelto studia con il cliente la causa, ne calcola il valore, i tempi prevedibili del giudizio e propone un costo che non può essere modificato in seguito contando udienze, rinvii, ricerca di documenti e simili.

Il cliente accetta o va da un altro.

Questo sistema provocherà una riduzione drastica delle udienze e quindi della lunghezza della causa. Non ci saranno più quelle situazioni mortificanti di rinvii inutili, spesso provocati sia dagli avvocati di parte che di controparte, con la connivenza dei giudici. E con rinvii nei quali magari l’avvocato non presenzia alle udienze ma si avvale di modesti praticanti alle prime armi.

Parola grossa la connivenza dei giudici ? No, è la realtà. Al giudice medio, al mediocre, fa piacere mostrare che la scrivania è piena di carte e cartacce, e che la burocrazia di cui fa parte ha bisogno di supporti di giudici e di cancellieri e di altri impiegati minori.

Nella udienza tipica della quasi totalità dei tribunali italiani, il giudice giornalmente appare oberato di 30 o 40 fascicoli, per ben pochi dei quali si dovrà discutere. Agli altri si dedicherà solo qualche minuto per i rinvii. Ma anche di quei pochi che si dovranno discutere solo 2 o 3 nella giornata affronteranno problemi da risolvere costruttivamente. Gli altri affronteranno problemi inutili creati ad arte dagli avvocati delle parti e per quanto sopra detto, dal giudice di turno.

Con il nuovo sistema tutti gli avvocati di parte e controparte solleciteranno il giudice di arrivare celermente a sentenza, obbligando i consulenti di ufficio a presentare rapidamente i casi ad essi affidati.

Se l’avvocato pretenderà somme aggiuntive dal cliente non verrà pagato e se insiste potrà essere chiamato in giudizio. Spetta al professionista statisticamente di valutare la causa che accetta di condurre secondo una media di tempi e di valori.

Gli Ordini e le associazioni come reagiscono ? Male, strillando. Perché fin’ora ricevono pacchetti di cause da società e P.A. che distribuiscono ai soliti noti, con clienti ignari che pagheranno tanti rinvii inutili creati dal sistema perverso del vecchio sistema di tariffe, ante liberalizzazione.

www.studiolegalevillari.blogspot.com

john maynard keynes

In analisi on gennaio 28, 2012 at 9:55 am

“Perchè pur correndo tempi così tristi la tradizione del liberalismo esercita tanta attrattiva ? il partito laburista comprende tre elementi: vi sono i sindacalisti, una volta oppressi oggi tiranni ed alle cui pretese settoriali ed egoistiche bisogna opporsi eroicamente. Vi sono i sostenitori dei metodi violenti e dei mutamenti drastici, chiamati per equivoco “comunisti”, impegnati dalla loro fede a creare il male da cui dovrebbe venire il bene, e che, non osando organizzare la catastrofe apertamente, sono costretti a giucare con sotterfugi e complotti. Vi sono poi i “socialisti” i quali credono che le fondamenta economiche della società moderna siano cattive, mentre potrebbero essere buone.

Molti liberali oggi troverebbero piuttosto congeniale la compagnia e la conversazione di questo terzo elemento che ho definito “socialisti”: ma non possiamo marciare con loro finchè non sappiamo per quale strada e per quale obiettivo intendono andare”. (john maynard keynes,Esortazioni e Profezie, 1931, ed. Il saggiatore 1968, pag. 260).

Commento di Saleppe

Mutatis mutandis, qualche nome e qualche cosa, parliamo di noi i suoi pronipoti. E parliamo ancora di lavoro, ritenuto rispettabile se svolto senza mezzi di produzione e soprattutto di proprietà, e sul quale saremmo fondati…