Maria Giovanna Villari

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spionaggio e controspionaggio

In ferrovie dello stato on ottobre 30, 2010 at 8:30 pm

locomotiva

L’azione si svolge mentre Saleppe sedeva comodamente in seconda classe vicino al finestrino al n. ** sul freccia rossa nel breve intervallo in cui il treno si era fermato a Bologna.

Il posto davanti a Saleppe fino a quel momento era vuoto. Ma mentre il treno riparte con aria falsamente disinvolta l’uomo le fa un sorriso distratto e si accomoda di fronte a lei occupando la posizione seduta a colpo sicuro.

Niente convenevoli.

Saleppe viene chiamata sul cellulare e per evitare una intercettazione labiale si copre la bocca mentre parla. E ad ogni buon conto preme il cellulare sull’orecchio- ed anche per buona educazione parla sommessamente.

L’uomo, 45enne dal volto allungato e un po’ di barba dell’altro ieri, si sforza di apparire distratto, ma a Saleppe non sfugge che pur non potendo captare la sua conversazione, fa grande attenzione ai di lei movimenti. E’ proprio Saleppe ? Ma si, occupa il posto n. ** come gli era stato indicato. E che sta facendo ?  “Appena “meno” di tre ore nelle quali lavorare, telefonare, pensare, guardare fuori dal finestrino, con caffé caldo, ampio tavolino su cui appoggiare il tuo campionario di tecnologia e spina per ricaricare”. “Perché sussurrano nei cellulari coprendo la bocca con la mano, come fa Cassano quando parla coi compagni di squadra”.

Ma allora questa birba di Saleppe, riesce a leggere nel pensiero ?

No. Ma legge i giornali e i siti on line.

Ed effettivamente ricostruendo i suoi movimenti: “Appena “meno” di tre ore nelle quali lavorare, telefonare, pensare, guardare fuori dal finestrino, con caffé caldo, ampio tavolino su cui appoggiare il tuo campionario di tecnologia e spina per ricaricare”. “Perché sussurrano nei cellulari coprendo la bocca con la mano, come fa Cassano quando parla coi compagni di squadra”.

L’uomo era quello che le era stato segnalato a Milano captando una rete wireless a bordo di un’auto specializzata.

… spionaggio e controspionaggio …

Missione compiuta.

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international press

In immagini on ottobre 29, 2010 at 5:12 pm

Women Lawyers and their thougths in Socialistalab

on http://www.socialistalab.it/upload/Lab29.10(2).pdf

The dayly war between men and women at Court in life.

Monsieurs e dames avvoca’ dans le Tribunal, ou il faut se deranger toujours.

pensieri e fughe di una donna avvocato

In socialistalab on ottobre 29, 2010 at 4:25 pm

Il lato estetico, il come ci presentiamo agli occhi degli altri, è un primo e fondamentale lasciapassare per raggiungere successi, per piacere e sentirsi accettati dal resto delmondo.Quelmondo che è fuori da quello ben più grande e complesso che abita nella nostra testa e con il quale conviviamo più che con quello esterno. Con questa idea, una sintesi delle difficoltà primordiali di ogni essere vivente, Carmela si appropinquava ad affrontare la sua giornata di lavoro.Una faticosa battaglia nella sua città definita per la storia e le dominazioni; l’arte e gli sconquassi, e le vecchie glorie di storie di uomini e civiltà che avevano contribuito a formare un pò del suo lato interiore. E di quello esteriore. Lei lavorava su quest’ultimo, avendo capito che nella conquista del quotidiano sopravvivere ci dovesse essere, come dire, l’apprezzamento altrui.Nella cura dell’aspetto esteriore c’era anche la ricerca della professionalità.Nonostante, i suoi oltre 15 anni di studio che erano un bel bagaglio culturale, e pur sentendosi solo una dei 12.000 avvocati di Napoli, non dimenticava mai di considerarsi soprattutto un dottore in legge. Avendo pure superato egregiamente l’abilitazione, anche se si era celebrata in una regione così distante dal Trentino o dalla Germania, e sicuramente più vicina alla Spagna. Nel riordinare i suoi impegniCarmela non trascurava le amiche dello sport; i familiari; i colleghi ed altre comparse della giornata che richiedevano, secondo il suo imprinting, colloqui affabili o arricciamenti del sopracciglio, e un insieme di toni di voce prima severi, oppure accattivanti, sempre nell’ottica di piacere e piacersi, portando fuori il suomondo, un “mondo” di pensare a favore del quale immaginava, ovvero pensava, ci sarebbe stato un bene placito universale. Così ragionando, e riordinando pensieri, parole emovimenti, osservava che c’era poco da fare, toni troppo seri, abbigliamento troppo ricercato, impegno sopra il necessario, avrebbero striso da subito con gli ostacoli tipo della giornata. Dunque, andava bene parlare con Giorgia segnalandole, in buona fede, la migliore soluzione dei suoi problemi, ma atteso che non li avrebbe risolti in breve tempo, era preferibile consigliare con parsimonia, e dare un assioma o un teorema che fosse statomesso in pratica da un’amica vincente.Un consiglio del tipo: “quella lì ha fatto questo e si è trovata bene”.Anche noi dovremmo imparare da lei sapendo mettere in pratica vecchie furbizie e soluzioni vincenti. “Io non la vedo così”. Avrebbe detto prontamente l’amica alla quale dispensavate la vostra saggezza. Al che con sportività, si deve saper ripiegare su un “mah.. “. “non so”. “forse hai ragione anche tu”. Ma gli impegni proseguono e sono fatti di operemanuali ed intellettuali. Le prime sono lamiseramessa inmoto di unmotore a scoppio. Unmezzo di trasporto che preso in tempo e adeguatamente calibrato alle sue esigenze di vita, le avrebbe permesso spostamenti celeri e decenti; unmezzo di classe economica che faceva fronte alle problematiche della sua città poco rispettosa delle lamiere lucide e di brand di lusso. Per gli impegni intellettuali, al contrario, c’era soprattutto la passiva, o attiva?, ricerca di quello che dicono nelmondo. Forse con un taglio più politico od economico, e non di gossip planetario legato amatrimoni, funerali e coppie celebri. Ed anche con queste pretese di superiorità, subito temperate da autoironia e percezione della fallibilità umana -anche sua- Carmela si appresta a sfogliare, anzi a navigare nella rete, ricercando le sue notizie, i suoi autori preferiti, e sintetizzando nella sua mente gli umori prima cittadini, quindi nazionali ed infinemondiali. Il tutto nell’analisi di personaggi secondo lei chiave, per scelte dell’ ordinaria e straordinaria amministrazione della gestione universalemondiale di uomini, razze e continenti. Nel suo lavoro, una donna avvocato deve fare, innanzitutto, i conti con il conflitto costante con le colleghe o con coloro che hanno deciso di competere con lei. Stanno col fiato sul collo quando vi giudicano con supponenza, o vi indirizzano pochi gradevoli commenti; competono nel sopraffare la vostra voce; nel minimizzare un vostro pregio o nel fare banda contro di voi con i vecchi sistemi del deridere; ieri facendo gruppo e “branco”, oggi utilizzando i nuovi sistemi di navigazione in rete, riprendendo i vostri modi di parlare, studiando con ossessione il vostro stile di vita, intercettando, se possibile, le vostre abitudini. Dunque Carmela sa di dover fare i conti con una sorta di nemiche che si ritrova nel mondo del lavoro; in quello delle amicizie ed infine tra i parassiti della società. Molti autori e autrici senza fantasia, o con un corroborato stile espressivo che però trafuga idee e concetti da ignari spiati, per riportarlo in essere come prodotto di lavoro intellettuale retribuito. Uno scandalo. Una forma di violenza ai danni di Carmela, svilita come un’Alice nel paese delle meraviglie, eppure sfruttata nella sua ingenuità ed impotenza.

Con queste considerazioni ed il senso di impotenza nel pensarlo,Carmela però fuga da queste amarezze con la ricerca di un balzodi ottimismo e di ridimensionamento del problema. Carmelaquindi reagisce e così ragiona: “poveri ladruncoli, in uno stivaleimbottigliato in unmare protetto, confini naturali hanno relegatouna vecchia culla di civiltà, in un minuscolo teatrino di immoralità.Qui vince lo sfruttatore,ma resta sempremeglio agli occhiprofondi di un sconosciuto osservatore, il povero sfruttato,difeso almeno dal suo mai posticcio aspetto esteriore”.Ecco dunque un aspetto delicato della vita di Carmela che nellesue fantasie cerca di scovare sempre qualcosa di meglio, certadi trovarlo.Nell’estemporaneità di questa ricerca, senzametodio presunzioni, nel folle ripresentarsi di situazioni identiche e allevolte di nuove inaspettate,Carmela dunque cimette un po’di ottimismonel suo quotidiano; sveglia almattino e stanca la notte,con quel senso di “vento nei capelli”, come se la giornata fosseuna pista da sci, dove le curve che ti appresti ad affrontare sonostate scelte da te stessa, impiegandomuscoli, velocità, pendio elarghezza del terreno, riproponendosi in prima persona questi elementi:il grado di difficoltà e la capacità di rendimento.La ricercadell’armonia, dunque, anche nell’affrontare un percorso sportivo,riprendendo in ognimovimento ed in ogni azione, la stessa sintesidi mondo interiore e mondo esteriore. La sua percezionedelle idee e del modo di perseguirle tra gli altri.Ancor più banale è l’analisi del problema del confronto con icolleghi uomini. Questi si sentono ancoraminacciati qui al sud.Non vedono di buon occhio la preparazione e la professionalitàdi una donna.L’intraprendenza, l’iniziativa e tutto quello che puòdare loro ombra.Anche lo scambio di idee è visto con sospetto,ed in ultima analisi pone una vera e propria barriera tra voi e loro.Risultato, la Carmela rinuncia a priori ad adoperare furbizie, enon perché la cosa fosse poi così scandalosa,ma perché richiedecomunque uno sforzo, un impegno per un qualcosa che a suoparere doveva essere accettato senza preclusioni.Alla domanda del collega dispiaciuto dell’andazzo che le chiede:“e dunque come andrà a finire?”, lei risponde così: “ credo chele cose miglioreranno”. Insomma una visione ottimistica dellecose, non tanto per la fiducia incondizionata nel genere umano,quanto per l’aver osservato che un certo miglioramento dellecose sia pressoché ineluttabile per la specie umana, e dunqueanche con riferimento alle conquiste della donna, esseremutante:da angelo del focolare ad emancipata viaggiatrice delmondo.C’è poco da aggiungere o da chiosare.Modelli di donne di successo ce ne sonomolti e quindiCarmelacerca il suo, seppure con i dovuti distinguo. Non le piace infattila donna schiava di ideologie di partito da seguire e difenderesenza esclusioni di colpi, guadagnando agli occhi dei colleghi,il premio “lotta ideologica per unmondomigliore”. Nel nomedi questo fine, invero, la pasionaria è spietata.Assurge a commissariodel popolo, boia, bolscevica sterminatrice della collegapiù giovane che non ha giurato sul suo partito, facendone carneda macello per guadagnarsi la sua poltrona e conservarla il piùa lungo possibile.Nessunameritocrazia viene premiata dalla pasionaria,ed il risultato è solo un rallentamento del progresso cheCarmela ottimisticamente intravede. La sintesi del discorso trapasionaria e Carmela è infatti di questo tipo: “potremmo farequesto”. Risposta della pasionaria: “non risponde al nostro indirizzopolitico”. Senza appello.Non vameglio con la “zoccola”,meno strutturata, invero.La suaossessiva ricerca dell’uomo o compagno, come realizzazione divita sembra dettata da sentimenti, dall’amore, o da una sorta diinnocenza infantile che fa sognare all’innamorata abbracci e sospiri,amplessi e tenerezza. Il fatto che le cose non vadano semprecosì, incattivisce però la sventurata, che reagisce con nuove furbizie, in primis accaparrandosi il  primo 

che le capita, e quindi tacciando chiunque non le somigli di ogni nefandezza, come commisurata

 

 

alle proprie incapacità e, quindi cercando in voi, i di lei difetti.Ecco, un breve colloquio esemplificativo. “Come va?” chiede Carmela, di ritorno dall’estate. “bene”, risponde l’altra. “Si cucina e si bada ai piccoli, qui. E a te, come va col tuo gatto…?”, sottolineando con un sorriso ironico la parola gatto. Tra i desideri diCarmela, nella sua semplicità, chiamatela se volete poco struttura, c’è l’idea di coltivare un grande progetto: l’arte, la finanza, la letteratura; e ognuno di questi mestieri che assurge non amotore delmondo,ma almeno ad un discreto sottofondo. Così importante per tutti. Perché, in fondo, com’ è ci intratteniamo e resistiamo nella giungla?Non tanto passando con una liana da un posto all’altro, quanto soffermandoci in vari luoghi: oasi; acque tranquille; caverne riparate. Il tutto cercando il famoso comfort. In un posto, in fondo, possiamo stare bene fin tanto che lo abbiamo reso accogliente nel migliore dei modi possibili, lo abitiamo nelle ore di lavoro; di svago; di sonno, e lo consideriamo la nostra oasi. Sono luoghi dove soffermarsi a parlare con i propri simili,ma anche luoghi per osservare quello che hanno fatto i nostri simili. Anche qui un colloquio rende meglio il concetto. Carmela incontra Fiorenzo e più omeno si dicono: -“bella lamostra vero ?” –“altroché e che fai dopo per cena ? pizza, n’est pas ?” – “oui, bien sure !” Poi un giorno le viene chiesto di scrivere sui problemi e le difficoltà dei giovani avvocati, e di proporne uno scheletro normativo ed innovativo. È l’occasione, si dice tra se’e sé, tutta felice. Lontana dallo studio, per motivi di lavoro, imbraccia il suo pc portatile di soli 10 pollici e scrive di getto tutto il suo sapere sull’argomento. Il lavoro è discreto alfine e lo consegna viamail alla collega bolscevica. Questa dapprima non nasconde un certo apprezzamento positivo; ma manmano, anche dopo aver parlato con altre colleghe,mostra imbarazzo, quindi passa al silenzio sul punto. Carmela è dispiaciuta, ma certo non sorpresa. Così, nel frattempo partecipa

al congresso generale dell’avvocatura

dove è chiamato a parlare il Ministro della

Giustizia. Lei prende posto nell’aula affollata

e aspetta con impazienza il discorso delministro.

Comincia. Il Ministro parla a braccio, e

il discorso segue un filo. E che filo. È lo stesso

di quello di Carmela, del suo scritto, del suo

studio. Ci sono similitudini. Alcune parole

sono le stesse. Ed anche il senso. Sbigottimento.

Senso di mancamento e piccola fuga

nel bagno del centro congressi per guardarsi

allo specchio e decidere se sogna o se è desta.

Infine, c’è l’incontro vis a vis con ilMinistro,

protetto da fotografi e guardie del corpo,mentre

fa ritorno all’auto blu parcheggiata di fronte

all’uscita di sicurezza. I loro sguardi s’incontrano;

lui la guarda un lunghissimo attimo e

mostra di conoscerla, stringendo forte la mascella.

Carmela sorride soddisfatta e prosegue

il suo cammino conservando la simpatia verso

il collega.

Maria Giovanna Villari
 
 

   

di argia di donato e elena varriale

terre en vue 2010

In mostre d'arte on ottobre 27, 2010 at 3:05 pm

terre en vue in trasferta a parigi il 26-27-28 novembre 2010

“smuntamm a’ giostra”

In analisi on ottobre 19, 2010 at 8:45 am

cavallini di giostra paesana

Tira aria di “smuntamm’ ‘a giostra”, pittoresca espressione napoletana che descrive il “rien ne va plus” al termine di una fiera di paese.

Via le bancarelle, via i funamboli, via le luminarie e la folla impazzita che circola festante.

E’ un epilogo, un riposo di tutto e in un certo senso è anche agognato dal popolo festante.

Il problema è però il dopo, il futuro e le prospettive. Ed il clima, avvicinandosi l’inverno, non sembra propizio.

Una  puntualizzazione, però. Se vanno via i proprietari della giostra, cacciamo anche i giocolieri come Marco Travaglio che in tv tutto alliccato si aggiusta il collo della camicia stirata, sfoggiando pure il taglio di capelli “Tony Manero”.

Fuori tutti !

scovata !

In metafore on ottobre 10, 2010 at 12:54 pm

caccia alla volpe con segugi

“fubba come la voppe”

In analisi on ottobre 9, 2010 at 1:05 pm

emma frusciante difende il gruppo !

“bavaglio al giornalismo libero” ?

In metafore on ottobre 8, 2010 at 2:20 pm

 l’ordine regna a Varsavia

kaputt!

lotte e poteri

In analisi on ottobre 8, 2010 at 11:41 am

la sciarelli (a sinistra) attaccata dalla perbenini (a destra)

la perbenini che punta il dito...

giudici incompetenti (per territorio)

In analisi on ottobre 7, 2010 at 4:22 pm

Mi sembra di sentirli i sostituti di Milano dire dei colleghi di Napoli -a proposito del Giornale e dei sequestri dei pc dei vicedirettori-: “sono dei pirla”.

Competenza, vostra signoria, competenza, orsù.

Almeno quella per territorio.

giudice compulsa guida michelin - per indagini -