Maria Giovanna Villari

Archive for settembre 2010|Monthly archive page

e se marina ?

In analisi on settembre 30, 2010 at 6:19 pm

certo, d’accordo

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FINI-SCILO

In immagini, metafore on settembre 29, 2010 at 12:21 pm

"ho sbagliato" ...."bisognava cacciarlo prima"

PRO-SIT

In immagini, metafore on settembre 24, 2010 at 7:52 am

ANNO ZERO E UNA SENTENZA DI TRIBUNALE CHE ORDINA I PROGRAMMI IN TV

la cavia

In immagini, metafore on settembre 16, 2010 at 3:40 pm

lettore di giornali tipo - intercettato -

chiamo la polis – zia !

In analisi on settembre 7, 2010 at 2:10 pm

scontri e intervento della polizia

E’ inutile, il linguaggio guerresco con cui si ricorre a metafore chiamando “armi” l’uso di strategie difensive per vincere l’avversario, imperversa nelle migliori testate, con analisi puntuali e significative sulla guerra di potere in atto al governo.

Doveroso un intervento di Saleppe che, al ritorno dalle vacanze, spettatore assiduo delle vicende, ritiene di voler offrire ai lettori una sintesi delle battaglie fin qui svoltesi.

Primo round.  Verificatasi la rottura palese tra il leader di governo e quello dei colonnelli, il premier decide di intervenire chiamando a pugnare stampa e  probiviri. Esito del match: il pugile è suonato, e decide di ritirarsi con donne fidate per incontrare l’avversario su un nuovo ring.

Secondo round. Siamo a settembre, Fini è riposato, ed affronta il pubblico a Mirabello con nuove forze belliche: attacchi verbali su tutti i fronti al leader e al partito; restando tuttavia lì al suo posto per dare quanto più fastidio possibile. Esito del match: il premier è impensierito e passa al terzo round.

Terzo round. Siamo ai giorni nostri, viene chiamato il Presidente Napolitano e -che dire- l’esito è scontato, quello non muove un dito; dunque l’appello all’arbitro, che tale non è, è superfluo e logorante ancora per il premier. Corre l’obbligo di scegliere altre armi.

Quarto round. Non resta che chiamare noi: gli elettori; la polis; i cittadini; gli arbitri reggenti senza regno, e votanti senza poteri.

E’ necessario, ci dicono, ineluttabile e imprescindibile.

Dunque osserviamo che la stampa non è stata sufficiente; la magistratura, manco a parlarne; il Presidente della Repubblica è una carica inutile di questo paese.

 Si voterà; voteranno; voteremo di nuovo. E stavolta chi “premiamo” ?